Inverno 2020-21 tiepido, febbraio annuncia una precoce primavera

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Riassunto stagionale e considerazioni con maggiore attenzione sull'area urbana Torinese

Il trimestre dicembre 2020 – febbraio 2021 è risultato piuttosto mite. Dalla nostra rete di stazioni amatoriali ubicata nel capoluogo Torinese il trimestre invernale chiude con una media di 5.5 gradi, 1°C più alta rispetto al periodo 1981-2020. Il mese che ha contribuito maggiormente a definire questa anomalia positiva è stato febbraio, con i suoi tepori fuori stagione, preludio di una primavera anticipata.  Le precipitazioni concentrate in particolare nel mese di gennaio sono risultate nel complesso superiori alla media del periodo. Segue un'ampia descrizione invernale suddivisa nei mesi 

DICEMBRE

La prima decade dell'inverno meteorologico ritrova una certa dinamicità dopo un mese di novembre piuttosto mite e avaro di precipitazioni. Il primo giorno di dicembre si apre con l'affondo di una circolazione depressionaria dall'Europa centrale che attiva un minimo di pressione sul Golfo del Leone. I fenomeni interessano l'intera regione presentandosi principalmente a carattere nevoso su pianura Astigiana, Alessandrina e Cuneese. Nel Torinese le precipitazioni spesso deboli risultano nevose sopra i 400 metri. Il 3 dicembre complice le schiarite notturne una fitta coltre nebbiosa limita il riscaldamento diurno con temperature massime mediamente tra i 3 e i 5°C, ma localmente anche tra 1 e 2°C. Il giorno 4 una profonda zona di bassa pressione in discesa dalle Isole Britanniche favorisce l'intensificazione di umide correnti sud occidentali, che apportano un nuovo deciso peggioramento del tempo.

Fig.1: Il giorno 5 dicembre bianco risveglio sulla quasi totalità della pianura Torinese, vista dalla nostra webcam di S.Elisabetta

La resistenza di uno strato d'aria fredda al suolo favorisce precipitazioni nevose anche sulla pianura Torinese con accumuli compresi tra una fugace imbiancata a 2 cm. Su zone alpine occidentali ad una quota compresa tra 500 e 1000 metri si registrano accumuli localmente superiori ai 10 cm, specie su Canavese.  L'Europa occidentale resta interessata da un'ampia zona di bassa pressione alimentata da masse d’aria fredda di origine polare-marittima che a più riprese inviano fronti perturbati sulla nostra regione. Il primo di essi tra i giorni 6 e 7 dicembre ripropone qualche debole nevicata a quote collinari mentre su zone alpine la neve torna a cadere copiosa. Il secondo impegna la provincia tra i giorni 8 e 9 dicembre con effetti più modesti. Si conclude una decade estremamente perturbata e foriera di precipitazioni. La neve torna ad imbiancare l'arco alpino occidentale con generosità. Dopo il transito di deboli impulsi instabili a partire dal giorno 13 dicembre la pressione sulla nostra regione tende ad aumentare, preludio ad un miglioramento delle condizioni del tempo. Sino al giorno 20 la sinottica resta dominata da un flusso umido e mite di correnti sud occidentali che favorisce una generale variabilità senza alcuna precipitazione. Il profilo termico non si presenta particolarmente freddo, complice una tenace copertura nuvolosa. Risultano limitate le escursioni termiche giornaliere.

Fig.2: Il giorno 24 dicembre un breve episodio di foehn interessa la media bassa Val Susa favorendo temperature miti per il periodo. 

Tra i giorni 21 e 23 dicembre un promontorio anticiclonico disteso dalle Azzorre alla penisola iberica interessa la nostra regione determinando condizioni stabili.  La massa d'aria particolarmente mite favorisce un moderato aumento termico, specie su  zone alpine (Moncenisio paese 1490 m rete Torinometeo 12 °C).  Il giorno della vigilia di Natale la figura di alta pressione subisce un graduale indebolimento, consentendo l'inserimento di una veloce perturbazione atlantica supportata in quota da correnti nord occidentali. Il versante sud alpino si trova prevalentemente sottovento al flusso portante;  il divario pressorio tra i due versanti alpini attiva locali venti di foehn. Pietrastretta  in bassa valle di Susa registra il picco termico del mese con 14.8°C mentre la velocità di raffica raggiunge i 65.8 km/h (fonte Arpa Piemonte). Nei giorni a seguire prevalgono correnti fredde settentrionali che favoriscono un moderato calo termico ( Cavagnolo e Carmagnola T min -5-0°C la mattina del 27 dicembre).  

Fig.3: La matina del giorno 28 dicembre una breve fase nevosa interessa il capoluogo depositando circa 3 cm di neve su quartieri pedecollinari

Il 28 dicembre una depressione atlantica legata ad un profondissimo minimo di pressione sulla Cornovaglia abborda la regine alpina richiamando temporaneamente correnti umide sud occidentali. Tra la notte ed il mattino si riattivano deboli nevicate su tutta la provincia con depositi scarsi, lievemente più consistenti tra settori pedemontani e vallate alpine e tra est Torinese e pianura Vercellese. Anche il capoluogo vive una breve fase nevosa intorno alle prime ore del mattino, regalando una modesta imbiancata anche in città. Le temperature avrebbero potuto favorire depositi più consistenti se solo si fosse attivato un maggior richiamo umido. Gli ultimi giorni dell'anno si chiudono con condizioni fredde di stampo invernale. Un moderato gelo notturno interessa i fondovalli alpini e le aree rurali più riparate.

A Torino la temperatura media del mese di dicembre 2020 risulta superiore alla norma del periodo 1981 - 2000, con un’anomalia termica positiva di circa 0.6-0.8 °C (To R.Parco 4.9 °C; Consolata Arpa Piemonte 5.1°C). Le precipitazioni estese nelle prima decade del mese risultano superiori ai valore medi previsti ( R. Parco 54 mm; To G.Reali Arpa Piemonte 51 mm). Nel capoluogo l'anno 2020 si conclude nuovamente mite con una temperatura media di 14.8 gradi.  La piovosità media risulta lievemente superiore alla norma con locali disomogeneità legate ai fenomeni temporaleschi. Si conferma il forte calo dei depositi nevosi anche in questa stagione che chiude con circa 6 cm di accumulo. 

GENNAIO

Fig.4: immagine che raffigura il rilevante accumulo al Col del Lys (1311 m) la mattina del 4 gennaio 2021

I primi giorni dell'anno esordiscono con una prolungata fase di tempo perturbato che impegna la nostra regione dai giorni 1-6 gennaio 2021,  circolazione depressionarie che richiama umidi venti da E-SE. La prima area di bassa pressione in discesa dalla Francia alla regione pirenaica favorisce la formazione di un minimo di pressione tra la Costa Azzurra e la Sardegna foriera delle prime abbondanti nevicate sulla regione alpina. Il giorno 2 gennaio piogge talora battenti interessano le aree pianeggianti con neve sostanzialmente a quote superiori ai 400 metri. Su alcuni settori del basso Torinese riparati dal flusso mite sciroccale in mattinata si segnalano alcuni momenti di neve umida. Su aree collinari del capoluogo sopra i 500 metri a fine giornata si rilevano accumuli compresi tra 15 e 25 cm. Ben diverso lo scenario che si presenta su zone alpine; ai 1311 m del Colle del Lys, tra Val di Viù e bassa Val Susa, si rilevano circa 100 cm  di neve fresca caduti nelle sole 24 ore tra il 2 ed il 3 gennaio. Tra le nevicate più abbondanti si segnalano quelle che hanno interessando le valli di Lanzo, dove ad una quota di circa 1500 metri si registrano depositi superiori ai 100 cm.  Tra i giorni 4 e 5 gennaio lo spostamento del minimo di pressione verso levante dispone le correnti da E/NE, con contrafforti montuosi e vallate adiacenti al Pinerolese interessate dalle precipitazioni più intense. 

Fig.5: alcuni momenti della nevicata a Villar Pellicea circa 700 m.  Cortesia Gabriel

I primi giorni dell'anno saranno ricordati per l'abbondanza e frequenza delle nevicate iniziate oltre i 600-800 metri, e proseguite a più riprese fino al giorno 5 gennaio con impulsi perturbati a ripetizione, che in appena appena 72 ore hanno portato gli accumuli di neve fresca oltre i 100 cm sulla maggior parte delle zone alpine Torinesi. Solo la zona italo-francese del Moncenisio  non ha beneficiato delle abbondanti nevicate, parzialmente riparata dai flussi umidi sciroccali. In generale non si è trattato di un episodio particolarmente freddo, con la la neve che ha fatto la sua comparsa su ampie zone di pianura solo il 28 dicembre. Nel loro complesso le precipitazioni sono state piuttosto abbondanti, tanto che su tutta la pianura Torinese si supera la media mensile. Nei giorni a seguire l'area depressionaria si colma definitivamente favorendo un deciso miglioramento delle condizioni del tempo. Su aree alpine recentemente innevate complice l'effetto albedo si registrano temperature estremamente rigide. Tra i valori più freddi segnaliamo i -19 gradi nella stazione Arpa Piemonte di Sauze di Cesana circa 1800 metri. Sino al giorno 11 gennaio complice una massa d'aria fredda da est si rilevano su l'intera totalità delle stazioni di pianura e montagna minime abbondantemente sotto lo zero. Da segnalare nella nostra rete di stazioni amatoriali i -8.2 °C di Villanova C.se ed i -7.2 C di Cavagnolo il giorno 11 gennaio. Tra il giorno 13 e la mattina del 14 gennaio flussi asciutti settentrionali scorrono sul bordo occidentale di una zona di bassa pressione centrata sull'Europa orientale. Su settori pedemontani tra il Canavese ed il Pinerolese si attivano i venti di foehn che favoriscono temperature massime prettamente primaverili. Il 14 gennaio si registra un picco di 20.3°C a Cumiana (TO ) rete Arpa Piemonte. 

Ecco le località che registrano i valori più alti:

▪ Cumiana (TO) +20.3°C

▪ Fiano (TO) +19.6°C

▪ Torino Vallere (TO) +19.5°C

▪ Cafasse (TO) +19.4°C

▪ Pinerolo (TO) +19.3°C

▪ Druento (TO) +19.3°C

▪ Baldissero Torinese (TO) +19.3°C

▪ Nole (TO) +19.2°C

▪ Villafranca Piemonte (TO) +19.2°C

▪ Torino Dipartimento di Fisica (TO) +19.1°C

Fig.6: la mattina del 14 gennaio si può notare lo strato di aria fredda su parte delle stazioni urbane, con l'alito caldo del foehn già presente sulla collina, su sbocchi vallivi e quartieri occidentali del capoluogo. 

Sino al giorno 19 gennaio prevalgono flussi asciutti nord occidentali che ripropongono a fasi alterne venti di foehn su settori pedemontani e primi tratti vallivi. A partire dal giorno 20 gennaio una depressione in approfondimento sulla penisola iberica intensifica il flusso umido sud occidentale. Il giorno 22 gennaio il transito del fronte ripropone forti precipitazioni con il ritorno della neve a quote collinari. In serata la pioggia si trasforma in neve sull'estrema pianura sud-orientale del Torinese verso il Carmagnolese e sulla zona di Poirino, fino in pedecollina sul versante Chierese e sopra i 500 metri sull'Ovest Torinese. Si segnalano anche alcuni momenti di neve umida su alcuni quartieri del capoluogo grazie anche agli intensi rovesci. Sulla sommità collinare si sfiorano i 10 centimetri. Tra gli accumuli più significativi si segnalano i 25 mm della stazione di To R.Parco. A partire dal giorno 23 gennaio affluiscono gradualmente correnti asciutte settentrionali che determinano un miglioramento delle condizioni del tempo. Sul finire del mese la nostra regione si ritrova nuovamente sotto un intenso flusso di correnti nord-occidentali in quota che determineranno un nuovo episodio di foehn. Il giorno 29 gennaio gli sbocchi vallivi ed in seguito ampi tratti della pianura Torinese vengono interessate da raffiche moderate. Le temperature subiscono un forte aumento raggiungendo i 16 gradi su ampi tratti di pianura e settori pedemontani. Durante il giorno un po' di neve interessa le alte valli Torinesi a quote superiori ai 2000 metri, con piovaschi irregolari a quote inferiori

Fig.7:Nella mattinata di venerdì 29 gennaio, in diverse aree pedemontane e di fondovalle del Torinese e del Canavese si è assistito un temporaneo sfondamento delle precipitazioni dal versante francese praticamente fino a fondovalle, a tratti anche sulle alte pianure occidentali 

Il giorno 30 gennaio un veloce fronte freddo supportato al suolo da un minimo pressorio in approfondimento sul Mar Ligure favorisce un generale peggioramento sulla nostra provincia, con il ritorno delle piogge e delle nevicate sopra i 1000 metri.

A Torino la temperatura media del mese di gennaio 2021 è risultata nella norma del periodo 1981-2000.  Le precipitazioni estese nelle prima decade del mese risultano superiori ai valore medi previsti ( To R. Parco 105 mm; san Maurizio C.Se 83 mm).

FEBBRAIO

L'ultimo mese dell'inverno meteorologico si apre con una fase più stabile grazie al rinforzo di un campo di alta pressione sul Mediterraneo occidentale,  insistono infiltrazioni di aria più umida dal Mar Ligure che favoriscono nubi basse sulle pianure. A partire dal giorno 4 febbraio l'asse anticiclonico evolve verso levante favorendo l'inserimento di una vasta zona di bassa pressione sulla penisola iberica.

Fig.8 :Nella mattinata del 6 febbraio al Colle Bercia(TO) 2200m in alta Val Susa oltre alla neve arriva anche la polvere saharina a rendere l'atmosfera surreale.. Foto di Croce Rossa Italiana - Comitato di Susa. Fonte Rete Meteo Amatori

I primi fenomeni interessano la regione nella tarda mattinata del 6 febbraio estendendosi a tutti i settori nel proseguo di giornata. L'affondo depressionario pesca aria calda direttamente dall'Africa sub sahariana ed insieme alla pioggia e neve viene registrato un gran quantitativo di pulviscolo desertico trasportato dalle forti correnti meridionali, che in taluni casi crea un'atmosfera inusuale, colorando il manto nevoso su ampi tratti dei settori alpini occidentali. Le nevicate a tratte moderate interessano l'arco alpino Torinese generalmente sopra i 900-1.200 metri. Dopo una breve pausa dominata da correnti asciutte settentrionali tra i giorni 9 e 10 febbraio transita una nuova e veloce perturbazione accompagnata da fenomeni deboli su aree pianeggianti. Tra il pomeriggio del 12 e la mattina del 13 febbraio aria molto fredda di origine russo-siberiana parcheggiata sull'Europa orientale muove verso il nord Italia. Con l'intensificazione dei venti di Bora sulla Val Padana si creano le condizioni per assistere  a deboli nevicate su settori  maggiormente esposti al flusso delle correnti orientali. Una spolverata imbianca anche il capoluogo con temperature debolmente negative. La mattina del 14 febbraio complice la serenità del cielo e l'aria fredda affluita si rilevano valori termici su aree rurali comprese tra -7/-4°C. Spiccano i -10°C della stazione di Cortandone(AT). Su zone alpine da segnalare i -13°C della nostra stazione del Moncenisio( 1490 m) e i -20°C della stazione della rete Romma di Bessans (1730 m). A partire dal giorno 15 febbraio si rinforza un campo di alta pressione disteso dal nord Africa alle regione alpina che favorisce un graduale aumento delle temperature su zone alpine, mentre nei bassi strati resta intrappolato uno strato di aria fredda che ripropone delle gelate al primo mattino. Con il graduale indebolimento del campo di alta pressione il giorno 17 febbraio infiltrazioni di aria umida nei bassi strati provenienti dal Mar Ligure limitano il soleggiamento su ampie zone di pianura. Tra il giorno 20 febbraio sino a fine mese un'area di alta pressione di matrice sub-tropicale a fase alterne favorisce condizioni ben soleggiate e decisamente miti sul Piemonte  Nonostante il generoso soleggiamento la mattina del 23 febbraio il cielo si presenta offuscato da un flusso in quota di correnti sud occidentali che trasportano sabbia direttamente dalle regioni sub-sahariane.  

Fig.9:In foto la webcam di Baldissero del nostro socio Ottavio.  Si nota la densa coltre di polvere sahariana ad alta quota che rende il cielo lattiginoso, quasi come fosse coperto da un sottile strato di nubi alte e sottili. Questo sottile strato di polvere sottili amplifica l'alone solare. Non avendo precipitazioni questo fenomeno è visibile  solo ad alta quota 

Le temperature più elevate del mese sono state registrate tra il 24 e il 25 febbraio; da segnalare nella nostra rete di stazioni amatoriali i diffusi 20/22°C in media Val Susa, ed i 22.9°C di massima nella stazione di Cavagnolo al confine con l'Astigiano. Il mese si conclude con l'inserimento di correnti più fresche orientali che favoriscono un generalizzato calo termico ed un aumento della nuvolosità su aree di pianura e settori pedemontani.

Fig.10:In foto l'anomalia delle T medie registrate nel mese di febbraio nella nostra regione. 

A Torino la temperatura media del mese di febbraio 2021 risulta superiore alla norma del periodo 1981 - 2000, con un’anomalia termica positiva superiore ai 2 °C (To R.Parco 7.7 °C; Istituto di Fisica 7.9°C). Le precipitazioni concentrate nella prima decade del mese risultano inferiori ai valore medi previsti ( To R. Parco 25 mm; Istituto di Fisica 28 mm). 

Conclusioni:  rispetto ai recenti inverni dominati da figure anticicloniche di blocco, il trimestre invernale ha ritrovato una maggiore dinamicità, dinamicità spesso caratterzzata da flussi tra Sud-Ovest e Nord-Ovest che hanno posto frequentemente la nostra provincia in ombra pluviometrica, rispetto alle abbondanti piogge che hanno interessato il nord est della penisola. Non è mancato il gelo notturno che ha visto in area rurale nella nostra stazione di S.Maurizio C.se 42 minime sotto lo zero, poco meno della metà in area urbana ( To R.Parco). Per i secondo anno consecutivo si conferma un mese di febbraio estremamente mite, che condiziona in manierà determinante la T media dell'intero trimestre. Non sono mancati gli episodi di foehn in tutti i mesi analizzati. Desolante l'accumulo di neve rispetto alle medie di qualche tempo fa, frutto degli  episodi del 2, 4 e 28 dicembre, 1-2 gennaio e 12 febbraio. Totale 6 cm 

Di seguito alcuni video di questo trimestre autunnale. Il vostro contributo risulta essenziale per la nostra Associazione, ci aiuterai al mantenimento dei servizi offerti fino ad ora e promuoverai la diffusione della meteorologia, contribuendo a future installazioni webcam e stazioni meteo sparse nel territorio. Approfondimenti e dettagli sono sempre disponibili sul sito o attraverso la nostra pagina ufficiale Facebook. e canale Youtube

Fig.11: L'intensa nevicata al Colle del Lys la mattina del 04-01-2021

Fig.12: L'abbondante nevicata il giorno 04-12-2020 al Colle della Maddalena

Staff Torinometeo

 

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