L'episodio nevoso più intenso degli ultimi 60 anni

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Come spesso accade ogni inverno, ci si chiede quando nevicherà nel luogo in cui si abita. Gli appassionati di neve aspettano con ansia questo momento, leggendo i vari bollettini disponibili in rete oppure affidandosi ai vari siti del settore; in questo articolo vogliamo elencare la configurazione meteorologica per eccellenza responsabile delle più grandi nevicate nel torinese. Senza ombra di dubbio la migliore nevicata nel capoluogo ed in generale il torinese di pianura avviene con correnti mediamente da S/E, le quali scorrendo su un cuscinetto di aria fredda preesistente( la maggior parte delle volte generato da un anticiclone freddo sulla Russia) determinano precipitazioni nevose anche intense. Tale sinottiche vengono spesso generate da imponenti retrogresssioni da est, oppure da affondi meridiani ad ovest della nostra penisola; le Alpi occidentali in queste situazioni offrono un importante sbarramento al conseguente richiamo umido da s/e, mentre nelle vicine pianure lo strato freddo che si era formato nei giorni precedenti, viene eroso lentamente dal richiamo umido delle correnti marittime che vi scorrono sopra. La"madre di tutte le nevicate"a livello di accumuli giornalieri e totali si verifico' nel lontano gennaio 1946 e più esattamente i giorni tra il 16/19 gennaio, in un giorno caddero oltre 42 cm di neve, la città fu completamente paralizzata. Le cronache di allora raccontarono che ci vollero i carri armati per sgomberare lo spesso manto nevoso accumulatosi da 4 giorni di nevicata intensa. La neve al suolo si attesto' dopo i seguenti giorni ad un incredibile valore di 70cm in area urbana. Come si nota nell'immagine animata, nulla faceva presagire ad una situazione così esplosiva, il giorno 11 la pressione era alta e livellata, il giorno 13 l'affondo di una saccatura ad ovest del Portogallo in concomitanza di una poderosa discesa di aria fredda continentale, scaturi' un potente anticiclone di blocco disteso lungo i meridiani tra Spagna e Inghilterra. Inizialmente le correnti sulla nostra regione si orientarono dai quadranti settentrionali, in seguito l'asse di saccatura ruoto' su se stesso andando ad aprire una ferita gelida nel cuore del Mediterraneo, rinvigorita da una vasta saccatura in entrata da ovest, fu questo fattore a dare luogo alle principali ed intense nevicate nel capoluogo. Tralasciando l'analisi teleconvettiva di quella particolare sinottica, ci si chiede ai giorni nostri quali potrebbero essere i disagi scaturiti da una situazione simile?
Fonte immagini Meteociel, elaborazione Torinometeo

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